Parigi, Dicembre 2008
Dopo 25 anni, può succedere che uno si stufa di fare sempre il capodanno 1) a casa di amici 2) una notte intera in piazza a Firenze, Roma, Milano... Per carità, non che gli anni scorsi alla fine non mi sia divertito, però volevo cambiare un po'. L'occasione di farlo si presenta quando trovo un amica che mi dice di voler visitare Parigi. Pensa e ripensa, alla fine decido di organizzare, sfruttando l'opportunità per provare un altra esperienza che volevo fare, quella del CouchSurfing. E così ci inventiamo un 4 giorni (+2 di viaggio) a Parigi, a cavallo di capodanno.
Viaggio
Dato che qualcuno ha paura di volare, che le offerte per i treni erano finite da un bel po' e che comunque non avevo mai provato nemmeno io, decidiamo di andare in bus. Si, so che suona un po' masochista, in effetti Pisa - Parigi in autobus richiede 16 ore. Bhe, siamo sopravvissuti, nonostante dormire richieda notevoli doti di contorsionismo! Abbiamo speso 133 euro andata e ritorno, fortunatamente durante il viaggio (a parte la notte ovviamente) il bus si ferma ogni circa 2 ore in autogrill. Un po' più traumatico il ritorno, quando l'autista (francese) si perde a Milano e poi di nuovo a Firenze, dando vita a qualche battibecco con i passeggeri. Ad ogni modo ci sono persone evidentemente abituate a viaggiare per tratte così lunghe con il bus, quindi probabilmente sommando pregi e difetti il bilancio non è negativo.
Gli autobussari navigati si riconoscono subito appena entrano nel mezzo: salgono in fretta, trovano due posti liberi, si mettono al finestrino, riempiono il posto accanto con borse e coperte, e improvvisano subito una sonora dormita o si immergono in un libro estraniandosi dal mondo. In questo modo nessuno avrà il cuore di disturbarli per chiedere di sedersi accanto, e, separando crudelmente coppiette innamorate o famiglie con piccoli pampini agitati, perchè magari quello era l'unico posto con un altro libero nelle vicinanze, durante la notte possono dormire sdraiati! Altro segno distintivo di questi esperti delle lunghe tratte è l'entrare nel bus con un grosso cuscino da letto in mano, cuscino che si rivela essenziale per dormire senza svegliarsi con una testa a forma di cubo o sbattere la testa sul vetro ad ogni buca.
Se, dopo questa descrizione, vi chiedete di quali cavolo di pregi stavo parlando prima, tra questi rientrano l'arrivare direttamente in centro città, il poter portare grossi bagagli (alla faccia della Ryanair!) e non ultimo il poter vedere il paesaggio dal finestrino, ... bhe se il sole non tramonta alle 17, ovviamente. Preparatevi però a soffrire un po' di crampi.
Paris Paris!
Una nota per tutti: a Parigi per capodanno fa un freddo cane! Nonostante il naso dabbado e i piedi fradici, una città come Parigi assume un fascino particolare, sopratutto se siete fortunati da capitare lì durante una nevicata. Le fontane ghiacciate, una spolverata di bianco nei giardini di Versailles e una luce che sembra sempre un tramonto creano un atmosfera ovattata e delicata che non lascia indifferenti. Ci mancava di pattinare sul ghiaccio in abiti d'epoca e l'atmosfera sarebbe stata quella di un romanzo russo o un quadro francese di fine ottocento.A proposito di quadri, Parigi è da molti considerata la capitale europea dell'arte, vocazione sostenuta dai musei d'arte che ospita, forse tra i più rinomati del mondo, fama (putroppo) confermata dall'orda di turisti (italiano soprattutto, ovviamente) che crea ingorghi biblici (bhe? C'era il traffico anche a quel tempo, secondo voi qual'è il vero motivo per cui sono state distrutte Sodoma e Gomorra? La morale decaduta? Pfff, ingenui!). Fate un bel respiro, e preparatevi psicologicamente, ci sono da fare ore di fila, soprattutto al Louvre (non esagero dicendo tre ore almeno, nei giorni peggiori). Ma una volta superati i controlli di sicurezza e/o la biglietteria, la fatica viene ripagata dalla bellezza dell'ARte, e lo scrivo con la A maiuscola, anzi anche la R, perchè le opere qui esposte raggiungono un valore artistico senza pari.
Musei
Il Louvre è da tutti associato all'opera più famosa qui esposta, ovvero la Gioconda di Leonardo da Vinci. Questo enorme museo ospita anche esposizioni archeologiche e di sculture molto interessanti, ma la galleria dei quadri è quella che mi ha più affascinato. Qui trovate, oltre alla già citata Giconda (altra fila...), una enorme raccolta dei maggiori autori dal Duecento fino all'Ottocento: Raffaello, Piero della Francesca, Mantegna, Botticelli, Leonardo da Vinci, Tiziano, Clouet, Arcimboldo, Caravaggio, Rubens, Bruegel, Durer, Van Dyck, Domenichino, Poussin, Rembrandt, Vermeer, Tiepolo, Canaletto, Jacques-Louis David, Fragonard, Goya, Gericault, Delacroix e molti molti altri (si, mi piace fare elenchi).Anche le sculture presenti sono comunque di una bellezza unica, a parte le famosissime "Nike" e "Venere di Milo", ci sono capolavori come "Amore e Psiche" (la mia preferita) o "Le Tre Grazie" (non quella del Canova), e molte opere del periodo classico. Come ultima in ordine di interesse cito l'esposizione archeologica, ma non perché di scarso valore, però le gallerie dei quadri e la bellezza delle statue la fanno passare in secondo piano, sebbene anche nella sezione archeologica ci siano reperti molto famosi come il codice di Hammurabi o lo scriba rosso egiziano. Nel Musee D'Orsay si respira invece un atmosfera diversa. A differenza del Louvre, il D'Orsay ospita collezioni di quadri più recenti, dall'Ottocento al primo Novecento, con pittori come Van Gogh, Monet, Manet, Cezanne, Renoir, Matisse, Seurat, Degas, Toulose Lautrec, oltre a statue e opere figurative, tra le quali le sagome usate per gli spettacoli d'ombre del celebre cabaret del gatto nero. Se nel museo del Louvre si passa da un opera famosissima all'altra, insieme ad un orda di turisti, senza il tempo di respirare per la foga di voler vedere tutti i numerosissimi capolavori, nella vecchia stazione del museo d'Orsay la visita è più contemplativa e rilassante. Certo anche qui c'è un ora e mezzo di fila per entrare, ma una volta dentro si può passeggiare con calma, sedersi di fronte alle opere, ammirare il colpo d'occhio della galleria. La disposizione delle opere (merito di una architetto italiana) è in uno spazio luminoso, armonioso e stimolante, viene quasi voglia di prendere un blocco, sedersi sulla panchina davanti ad un opera interessante, e disegnare.
Versailles
Non potete andare a Parigi senza andare a Versailles, la residenza del re di Francia al tempo della Grandeur, a soli 15 minuti di treno da Parigi. Saloni immensi, affreschi, decorazioni barocche, lusso, lusso, lusso. La cosa divertente era che il re, monarca assoluto e probabilmente in quel periodo uno degli uomini più potenti dell'Occidente, era prigioniero del suo stesso ruolo: nella finta camera da letto, il re doveva seguire un rituale per coricarsi (e per alzarsi a mattino); in realtà, una volta finito il rituale, si alzava e tramite una porta nascosta andava nella vera camera da letto, o ovunque avesse voglia. Enormi e bellissimi i giardini, soprattutto con la neve e le fontane ghiacciate.Quartieri e monumenti
Piccolo segreto (di Pulicinella) dei turisti che conoscono parigi è il cimitero di Père-Lachaise, il luogo dove riposano moltissimi personaggi illustri dell'arte o della politica. L'atmosfera del cimitero, decisamente enorme (è facilissimo perdersi, comprate una cartina), è scombussolata dai gruppeti di turisti che vagano per i suoi intricati viottoli, cartina alla mano e elenco delle tombe da vedere (anche noi non ci siamo sottratti al clichè). Già all'ingresso infatti trovate un cartello con mappa che vi indica la posizione delle tombe più famose: Moliere, Oscar Wilde, Jim Morrison e circa un centinaio di altri che non riesco a ricordare. La visita al cimitero, peraltro suggestivo con le sue tombe gotiche o neoclassiche, si trasforma quindi in una grossa caccia al tesoro. Devo dire, forse con un po' di irriverenza per i morti, che la cosa non mi è dispiaciuta. Più famosa, pare anche per colpa di un certo individuo con un leggero difetto fisico, la cattedrale di Notre-Dame, che, insieme alla Torre Eiffel e l'Arco di Trionfo, sono i "landmark" di Parigi, quelli che, visti in cartolina, vi fanno subito pensare alla capitale francese. L'ascesa alla Tour Eiffel l'abbiamo saltata, in compenso siamo saliti in cima alla cattedrale e dal tetto, dove si, ci sono veramente i gargoyles, si può godere di una bellissima vista di Parigi. Sicuramente si è più in alto sulla torre o sul palazzo di Montparnasse, ma a noi tanto è bastato, anche perchè la cattedrale è bellisima pure all'interno. Comunque, indovinate un po'? Un ora di fila per salire. Famossissimo anche lo storico quartiere degli artisi, ovvero Montmartre, dominato dalla basilica del Sacro Cuore, dove si trovano molti negozi d'arte, ritrattisti, bancarelle che vendono quadri, e la notte (ma non abbiamo sperimentato, che pigroni!) cabaret e locali caratteristici. Oltre ovviamente a orde di venditori ambulanti e negozi di souvenir.Un quartiere più multietnico, anche se ancora più turistico, sono i Quartieri Latini, dove potete mangiare specialità di qualsiasi etnia, vado a memoria: italiano greco savoiardo turco tunisino scozzese libanese ...normandia (eh... non so l'aggettivo corrispondente!) indiano messicano e probabilmente altri. Vicino a questo quartiere (e quindi vicino al Louvre, e anche Notre-Dame) ci sono le caratteristiche bancarelle lungo la Senna, che vendono souvenir moderni ma anche costosissime riviste o stampe d'epoca, con orario "cogli l'attimo", ovvero devi aver la fortuna di cogliere l'attimo in cui al proprietario viene voglia di aprire la bancarella, perchè di un orario fisso proprio non se ne parla.
Vivere la città
Bhe, chi decidesse di scrivere un paragrafo intitolato "vivere la città" dopo avervi passato solo 4 giorni sarebbe poco serio (... doh!), però per quel poco che ho carpito, anche dalle mie visite precedenti, qualche cosa la posso dire.Anzitutto per spostarsi usate la metropolitana. Con il pass per le zone 1, 2 e 3, potete arrivare praticamente ovunque, anche lontano dal centro, usando qualsiasi mezzo di trasporto (la metro è collegata alla rete ferroviaria di periferia). Le diverse cose da vedere infatti, a parte Notre-Dame, Louvre, D'Orsay e Quartieri Latini, sono troppo distanti per essere raggiunte a piedi. Fate attenzione però agli orari di chiusura della metro, intorno alle 22-23:00. Se siete "on budget", un elegante espressione inglese per dire "con le pezze al culo", fate attenzione a dove mangiate. Appena arrivati il primo giorno, affamati dalla notte in bus, abbiamo fatto colazione in un bar vicino alla Gare du Nord, risultato: bicchiere di latte e cornetto = 5 euro! I soldi sono da investire nei musei, perchè, anche a costo di cenare a acqua e gallette, ne vale veramente la pena, e tra l'altro gli ingressi sono decisamente inferiori a quelli a cui siamo abituati in Italia, tutti nell'ordine di 10 euro (per musei grandi quanto 5 dei nostri). Si pranza benissimo a panini, che qui fanno ovviamente con le baguette, quindi le dimensioni sono in grado di soddisfare anche lo stomaco più profondo.
La città, come tutte le grandi città, ha zone più tranquille (Rive Gauche, a sud della Senna, a parte forse i quartieri latini dove scippano) e zone più disagiate (18esimo, 19esimo arrondissement). Tranquilli, le auto incendiate che si vedevano al TG sono nelle banlieu a qualche chilometro dalla città vera e propria, di certo non in centro. Restano tuttavia alcuni quartieri in cui la notte non mi sentirei affatto sicuro a camminare, ma come sempre basta usare il buon senso.
A Parigi si sopravvive parlando inglese e capendo il francese. Già perchè voi le domande le fate in inglese, le persone capiscono perchè conoscono l'inglese ma rispondono solo ed esclusivamente in francese. Se provate a fargli notare che dovrebbero rispondere in inglese, fanno un sorrisetto infastidito e proseguono in francese. Adattatevi e, alle brutte, parlate in italiano, è più simile al francese di quanto lo sia l'inglese, quindi forse potrebbe provocare meno indisposizione.
Di cose da vedere, dai monumenti e musei, ai quartieri caratteristici, ai famosi locali (Moulin Rouge, Le Chat Noir) ce ne sono veramente a centinaia. Più di altre città, tuttavia, a Parigi vale veramente prendersi un giorno di riposo, durante la vacanza, per non correre dietro alla lista dei monumenti ed evitare le ore di fila giornaliere che il turista parigino si deve sorbire per imposizione divina, e semplicemente godersi l'atmosfera dei giardini e delle vie caratteristiche di questa bellissima città, passeggiando pigramente senza meta e oziando su qualche panchina al sole. Almeno finchè non iniziate a congelare.


