"Il partigiano Johnny" (B. Fenoglio)

Recensione del libro: "Il partigiano Johnny" (B. Fenoglio)

"Il partigiano Johnny" di Beppe Fenoglio è uno dei pilastri della letteratura italiana del 900. Non solo per il testo in se (pubblicato postumo, con diverse versioni e capitoli incompleti, in cui Fenoglio inventa una sua lingua italo-inglese), ma per la lucida, cruda cronaca di un alcuni fotogrammi di quel periodo fondamentale della storia italiana che è stata la Resistenza dall'8 settembre 1943 alla fine della guerra.

È la storia dei nostri nonni, una storia di fratricidi, di miseria e paura, di illusioni e approfittatori, quella storia che la mia generazione ha avuto l'ultima occasione (e la fortuna) di ascoltare dalle labbra di chi l'ha vissuta, quando i nostri nonni ci raccontavano di quando erano sfollati in monte per sfuggire ai rastrellamenti o ai bombardamenti, di quando disertarono l'esercito, di quando c'erano i nazisti in paese.

È una storia, quella raccontata da Fadoglio, che è poi la storia "vera" (il libro è quasi l'autobiografia del periodo partigiano di Fadoglio), dei partigiani e della gente dei paesi occupati, di chi combatteva perchè convinto, perchè arrabbiato, perchè non aveva niente da perdere.
E' facile dividere in "buoni" e "cattivi" quando fascisti e partigiani non sono individui ma solo divise, ma la distinzione non esiste più quando si va a vedere l'uomo dietro a quel moschetto, dentro a quelle scarpe sfinite e coperte di fango. Johnny è un sottoufficiale dell'esercito, ben istruito, che dopo l'8 settembre e alcuni problemi con i fascisti che occupano la sua natia Alba, prende la strada delle colline. Nell'arco di un anno impara che non tutti i partigiani sono uguali, e a volte non esitano ad alzare le armi l'uno contro l'altro, che la resistenza non è una gloriosa battaglia eroica ma periodi di lunga noia seguiti da periodi di profonda, devastante solitudine e disperazione. Che i nazi-fascisti sono crudeli e spietati nelle loro rappresaglie, ma che presi singolarmente diversi soldati fascisti sono uomini nè più nè meno come Johnny, certo non che mancassero quelli comunque brutali e crudeli. Che le bande partigiane erano mosse da ideali politici contrastanti, e una direzione militare disastrosa. Che i civili sono pronti ad aiutare la resistenza, ma dopo rastrellamenti e rappresaglie nazi-fasciste non tirano più fuori un pane per i partigiani.

Perchè oltre che la storia di soldati e partigiani, questa è anche la storia della povera gente. Di chi non ha imbracciato le armi, di chi pur simpatizzando per la resistenza deve fare i conti con la famiglia da proteggere, bocche da sfamare a seguito degli espropri partigiani e i rastrellamenti fascisti, con le spie sempre pronte a denunciare uno spalleggiatore, o un partigiano che venendo a dormire di nascosto nel tuo fienile mette a repentaglio la vita dei tuoi figli.

Una vita diversa da quella del partigiano, che lascia casa e famiglia per proteggere, si potrebbe dire, tutte le famiglie d'Italia. Qualche sparatoria sporadica, molti giovani coraggiosi, il fascino del ribelle, fanno sognare e arruolare molti ex soldati, ma con l'arrivo del freddo inverno e dei devastanti rastrellamenti nazi-fascisti, la vita del partigiano diventa solitaria, diffidente, famelica, febbricitante, disperata, sfibrante.

E' una vita, per quei pochi che sono riusciti malgrado le spie, la fame e il freddo, a superare lo sbandamento invernale e la sconfitta morale, nell'attesa della vittoria primaverile, che è difficile abbandonare. "Il Partigiano Johnny" è un libro non compito, che ci lascia nel mezzo di un ultima battaglia dove forse il protagonista cade sotto il fuoco di un mitra, preannunciando solo che da lì a due mesi la guerra sarebbe finita. Ma è nei pensieri di Johnny e nella biografia di Fadoglio, come tanti altri partigiani che hanno militato nei periodi più disperati della resistenza, che si intuisce quanto sia stato difficile tornare alla vita civile dopo la guerra, tornare ad una vita di usi civili, letti caldi e pranzi regolari, dopo aver sperimentato la solitudine, le malattie, l'uccisione per un semplice sospetto, l'aura di autorità/diffidenza che "il partigiano" di ogni collina generava nella popolazione civile. Ed è per questo sacrificio, quello di un intera vita segnata da dei ricordi devastanti, unito a quello di quei partigiani che hanno invece trovato una rapida morte in battaglia, per i quali dobbiamo tutti leggere questo libro e non dimenticare quello che è stato.

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione."
Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955

Vedi anche i partigiani del "Partigiano Johnny"

Com'era?
La "pagellina" qui sotto misura alcuni parametri decisamente superficiali, incompleti e arbitrari, quelli che in genere sono il succo dei commenti scambiati in fretta durante un attesa dal dottore o un breve tragitto in macchina, di quelli che si potrebbero scambiare due lettori occasionali. Un libro con bassi punteggi non è un brutto libro, né tantomeno il contrario; prendeteli con ironia!

Mole

Il puro peso delle pagine!
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Corposo, di certo non lo finite in due giorni

Difficoltà di lettura

La difficoltà di seguire nomi di personaggi, eventi, luoghi
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Si segue bene: abbastanza lineare

Livello di azione

Il livello di azione nella storia narrata
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C'è il giusto grado di azione

Indicatore di estraneità

Si parla di cose di tutti i giorni, o di nano-draghi al plutonio di Saturno?
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Potrebbe essere la storia della tua vita

Citazione
Una citazione dal libro, una frase particolarmente interessante o un brano che riesce a far capire l'atmosfera del libro

Alba la prendemmo in duemila il 10 ottobre e la perdemmo in duecento il 2 novembre del 1944

Insomma, è da leggere??
Giudizio complessivo di Marco83 # # # #

Imperdibile: non ve lo fate scappare!

Commenti aggiungi commento | letto 297 volte
Tag libri

mmm...

$ cat /home/marco83/node/4050 | sed -e "s/[Bb]adoglio/Fenoglio/g"

o sbaglio?

Right! Lapsus... :)