Dicembre 2006: Valencia
Nonostante la Ryanair cerchi in ogni modo di farti spendere extra (per bagagli, ceck-in online ecc.), siamo riusciti anche stavolta a strappare un biglietto di 20 euro andata e ritorno tasse comprese (e poi si chiedono come mai Alitalia sia al limite del fallimento...) da Pisa a Valencia! Un vero viaggio "toccata e fuga", durato quasi 24 ore precise. Le foto le trovate qui
Il viaggio
L'aeroporto di Valencia, per fortuna, è abbastanza vicino alla città (circa 8 km), a differenza di altri aeroporti Ryanair. Una volta acquistato il nostro biglietto da 20 euro andata e ritorno tasse comprese (evitando tutte le opzioni accessorie possibili) senza bagaglio da imbarcare (per 24 ore ci è bastato uno zainetto), giunti nell'aeroporto spagnolo abbiamo dovuto prendere un bus di linea per raggiungere la città (al costo di un solo euro, se invece prendete i bus dedicati, o "aero-bus", si paga 2,50 euro ma si evita di dover fare tutte le fermate), e qui abbiamo preso la metro per raggiungere il centro (1,20 euro di biglietto). Al ritorno abbiamo fatto il percorso inverso, optando per il bus più rapido.
Noiosi i controlli all'aeroporto per la paura di liquidi esplosivi: ci hanno fatto buttare via 2 deodoranti, uno shampoo, un bagnoschiuma e un flacone di liquido per lenti a contatto.
Valencia
Valencia, la terza città più grande della Spagna, si è rivelata una città molto vivibile (per quanto ci siamo stati poco tempo). Ospita un università, molti musei e cattedrali, ma fa anche sfoggio di un architettura moderna e sofisticata. Si mangia bene spendendo il giusto e ci sono negozi per fare spese, tutti nel centro.
Muoversi per la città
Abbiamo scovato due noleggi di bicilette: "Orange" noleggia bici di diversi tipi (anche elettriche) a 10 - 15 euro al giorno, fornendo un kit completo di casco, lucchetto, pompa, camera d'aria di ricambio e attrezzi per sostituirla; putroppo però vuole una carta di credito come deposito garanzia (che noi non avevamo). L'altro è "Do you bike" che ha gli stessi prezzi, fornisce solo la bici e un lucchetto e non richiede nessuna carta di credito ma solo un documento.
La città è attraversata da una metropolitana pulita e ordinata (come tutto il resto, qui), non passa ovviamente proprio sotto il centro storico ma comunque le fermate più vicine sono a 15 minuti a piedi. Pericolose le scale mobili che segano le mani! O forse ero io che mi giravo spesso a gesticolare con chi mi stava dietro, non vedendo l'avvicinarsi del muro. Ci sono, a quanto ho capito, diverse compagnie di bus cittadini che servono l'intera città, rendendo possibile raggiungere qualsiasi punto senza camminare troppo (pigroni!). La stazione centrale dei treni è comunque molto vicino al centro storico, e la dimensione di quest'ultimo è ridotta, si può girare tutto a piedi in una giornata.
Centro storico e architettura
Valencia è un miscuglio di stili. Mentre nel centro si trovano imponenti chiese e cattedrali gotiche, molti edifici (soprattutto allontanandosi dal centro) sono in uno stile che non so definire, ma direi a metà tra il barocco e il neoclassico (non me ne intendo di architettura, sorry! mi dicono si chiami neo-rinascimentale) costruiti (o ristrutturati) in tempi molto più recenti. A questi si affiancano, spostandosi verso l'esterno, "blocchi" di edifici con architettura moderna (o per lo meno, che lo era negli anni '70 quando sono stati costruiti) e edifici ultramoderni di vetro e acciaio, che svettano per decine di piani sopra gli altri.
Il top del design moderno si può ammirare nella Città della scienza, un complesso di edifici veramente futuristici (che ricordano un po' gli edifici moderni di Dubai, sembra di essere negli Emirati) che ospita diversi musei, esposizioni, acquari.
Questo complesso si trova alla fine di un enorme parco cittadino, lungo più di 8 km, che sorge dove (ci sembra di aver capito) una volta scorreva un fiume: al posto del fiume ora c'è una zona di verde, zone attrezzate per i bambini, campi da calcio e per altri sport, fontane e piccoli monumenti che sembrano non finire mai, tenuti veramente bene e sovrastati dai vecchi ponti che passavano sopra al fiume. Anche in questo parco si alterna vecchio e nuovo, come nel resto della città.
L'ostello: "Purple Nest"
L'ostello segue l'aspirazione della città al design particolare: all'interno di un edificio dalla facciata quasi neoclassica, l'ostello (a 5 minuti dalla fermata metro di Colòn) è un esplosione di colori. La stanza è viola (ovviamente, dato il nome) non solo nel colore delle pareti ma anche nelle luci; l'ascensore è illuminata da led blu e la stanza comune (con bar, biliardo, freccette, divanetti, internet a pagamento, distributori automatici e book exchange) è coloratissima. I bagni sono puliti, moderni e colorati. Per 17 euro a testa abbiamo preso una stanza privata da 4 (veramente microscopica), lenzuola e coperte incluse, colazione non inclusa ma cucina comune (piastre elettriche e forno a microonde) aperta dalle 8 la mattina. Lo staff si è dimostrato simpatico e disponibile; l'ostello dato il periodo era semi vuoto, comunque penso che non ci siano grossi problemi di sicurezza dato l'utilizzo di tessere magnetiche per accedere ad ogni stanza da letto.
Cibo!
Per il pranzo di giovedì invece abbiamo scelto un ristorante sempre in Plaza de la Reina, a pochi metri da quello della sera prima; il nome non riesco a ricordarmelo (forse "Pepe" qualcosa), un locale dall'aspetto raffinato dove se prendete il menù pronto spendete 12 euro e potete pranzare con paella valenciana o di verdure seguito da un secondo molto spartano (stile novelle cousine) e da un dolce, questi ultimi due in quantità ridotta ma comunque molto buoni, e soprattutto dopo la paella non rimane molto posto nello stomaco. Se invece optate per ordinare alla carta, ha una scelta di piatti abbastanza raffinati e praticamente qualsiasi piatto singolo costa più di tutto il menù turistico.
Per la colazione invece abbiamo trovato un bar in una stradina sperduta (impossibile ricordare il nome o la via) dove venivano preparati piatti per il pranzo o la colazione (per chi vuole fare colazione salata, come ha fatto Diego), tale bar cucina (davanti ai vostri occhi) pranzi che forse sono più caratteristici di quelli forniti dai ristoranti per turisti.
Il giorno si tengono i coloratissimi mercati alimentari al coperto nei relativi edifici (dei monumenti) dove è possibile comprare pesce fresco, carne, spezie e salumi tipici.
Conclusioni
Valencia è una bellissima città. Capirne lo stile è difficile, poichè affianca antichità, moderno e ultra moderno, in un calderone di stili. Nel centro non ci sono marciapiedi, ma dei paletti di ferro che separano dove si cammina da dove si deve passare con le macchine; almeno all'inizio, raramente si fa caso su dove stiamo camminando.
Dormire e mangiare costa meno che in Italia, ma i negozi turistici sono comunque cari. Molti monumenti (come la cattedrale) richiedono il pagamento di un biglietto per l'ingresso. Negozi, supermercati, farmacie, banche, si trova tutto in centro a pochi minuti di camminata. La città ha varie zone di verde, per lo più fuori dal centro storico, oltre al già citato parco cittadino nel letto del fiume, tutte molto curate e con alberi particolari (mangrovie, baobab... introvabili da noi!) oppure con alberi di agrumi carichi di limoni e arance.
La città è pulita e la criminalità sembra molto bassa. Ci sono alcuni senza tetto che dormono su alcune panchine, qualche elemosinante un po' insistente ma, in confronto a Pisa, sembra una città più sicura, anche per la discreta presenza della polizia, tutto riferito ovviamente al centro. Forse però nei momenti di invasione turistica, la criminalità sale: abbiano notato che molti negozi (ottici, farmacie) non sono liberamente accessibili ma dovete prima suonare il campanello e dopo essere stati "scrutati" vi viene aperta la porta.
Pro e contro del viaggio
Cosa è piaciuto
- Il centro storico
- Il cibo
- Purple Nest Hostel
- Il parco cittadino nel fiume
- La città della scienza
- La pulizia della città
Cosa non ci è piaciuto
- Troppo severi i controlli all'aeroporto
- Non abbiamo avuto l'occasione di visitare l'intero della Città della Scienza o altri musei
- Per il periodo scelto (un giorno infrasettimanale di un periodo feriale), la sera non c'era nessuno in giro e poco da fare
Riferimenti
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